Kendo è un'arte marziale nata nel 1800 per integrare gli allenamenti di kenjutsu (scherma dei samurai) che fino allora veniva insegnata utilizzando spade vere o in legno.

Con le protezioni del Kendo e l'uso dello shinai (spada di bambù) fu possibile portare in palestra (dojo), la psicologia dello scontro. Ai vuoti movimenti delle tecniche di attacco e contrattacco, studiati alla perfezione fin dai tempi antichi, e allo studio teorico della strategia e tattica del combattimento, si aggiunse la preparazione al confronto reale.

Lo studio degli stati emotivi che si susseguono nelle fasi del duello e l'attento esame dell'avversario, fa del Kendo un'arte marziale del tutto originale; che non solo sviluppa l'autocontrollo, la consapevolezza di se e la canalizzazione delle proprie energie ma soprattutto migliora le relazioni personali ed il carattere.

Come? Semplice, nel Kendo, come in nessun'altra disciplina, è necessario abbassare il muro che ci isola ed entrare in sintonia col prossimo, per riuscire a percepirne le emozioni, la forza, le debolezze e le intenzioni.

Nonostante si manifesti una grande energia, nel Kendo non c'è nessuna violenza. Basti pensare che l'esercizio base è il jigeiko: un combattimento libero dove non ci sono punteggi, vinti o vincitori; ma solo uno scambio di tecniche, uno studio profondo e reciproco dei pensieri del proprio "avversario".

Questo e molto altro è cio’ che il Kendo offre a chi lo pratica, continuate la lettura con tecnica, storia e filosofia per ottenere un quadro completo.

 

La Filosofia

Il Kendo ha profondi legami con il buddismo zen, il taoismo e perfino con quegli elementi confuciani che hanno portato alla definizione di samurai come uomo perfetto. Ovviamente, per praticare il Kendo, non è necessario aderire ad alcun credo, poiché è semplicemente attraverso la pratica che se ne godono i benefici.

Quali sono questi benefici e cosa si apprende con il Kendo?

REI (buone maniere): il rispetto e l'attenzione per l'umanità che ci circonda e in cui specchiarsi, allo scopo di conoscere meglio noi stessi.
CHOKU (franchezza): la determinazione nel perseguire i propri obiettivi lealmente e senza esitazioni.
SEI (imperturbabilità): la capacità di mantenere sempre lucidità e concentrazione per prendere le decisioni migliori.
SOKU (rapidità): la tempestività d'azione e risolutezza di giudizio quando le circostanze lo richiedano.

Il Kendo è una disciplina che richiede poca forza e può essere praticato a qualsiasi età e per tutta la vita; l'allenamento è sia fisico (in modo prevalente nei principianti) che mentale (in età avanzata).

"Scopo fondamentale del Kendo è senza dubbio, quello di coltivare un potere di osservazione tale ,da permettere a chi lo pratica di comprendere la vera essenza delle cose... Fine ultimo, ma anche estremamente difficile da raggiungere è, poi, quello di acquisire la capacità di conoscere e penetrare la propria realtà. Quando uno studioso di Kendo raggiunge questo stadio non ha più né ego né presunzione alcuna. Si trova in una posizione in cui può esaminare se stesso con la stessa imparziale correttezza con cui considera gli altri... MUGA NO KYOCHI (stato di non ego), MEIKYO-SHISUI NO KYOCHI (stadio in cui la mente è lucida e chiara come uno specchio senza macchia o come acqua immobile), FUDO-SHIN (mente immobile), sono tutte espressioni che si riferiscono al medesimo stato mentale. E coloro lo raggiungono sono detti TATSU-JIN (uomini realizzati/perfetti) dai quali è impossibile avere opinioni errate o incomplete" (Ichiro Yano).

Quali sono i "mali" che il Kendo aiuta a vincere?
KYO(sorpresa),KU(paura),GI(dubbio),WAKU(perplessità).
Allo scopo di rendere la mente libera da ostacoli (SHI SHIN).
Le persone presuntuose o avide sono generalmente sconfitte, però, attraverso la sconfitta, la loro presunzione viene meno ed essi apprendono gradualmente ad esaminare se stessi oggettivamente, fino a far scomparire ogni traccia di egoismo così da giungere alla calma della mente totalmente purificata come uno specchio senza nubi. "Solamente questo genere di mente conterrà un infinito movimento controllato dal nulla (SEI CHU DO movimento in tranquillità e FUDO SHIN mente immobile)"

 

La Tecnica

Attrezzatura:
L’attrezzatura del Kendo è costituita da una giacca "GI" normalmente blu o bianca e la tradizionale "HAKAMA".
Le parti dell'armatura sono: l'elmo "MEN", i guanti "KOTE", la protezione per l'addome "DO" e gambe "TARE". Fa parte dell'attrezzatura anche un fazzoletto "TENUGUI" da annodare sulla testa per asciugare il sudore sotto l'armatura. La "spada" nel Kendo (SHINAI) è di bambù, formata da più stecche legate, che si flettono e si schiacciano per attutire i colpi.
Si usano inoltre il bokken (spada in legno) o iaito (spada senza filo) per i kata (forme, scontri figurati).

Obbiettivi:
Nel kendo si cerca di superare la guardia dell'avversario e colpire uno degli obbiettivi con una specifica energia e movimento (ki ken tai no ichi) che ne determinano l'efficacia.
L'attacco può: anticipare l'avversario, essere contemporaneo o di reazione; questo determina l'uso di una tecnica semplice oppure tecniche di parata o schivata e contrattacco. I punti che si possono colpire sono: la testa (in modo verticale "shomen" o obliquo "yokomen"), la gola in affondo "tsuki", i polsi "kote" o l'addome "do".